Settoturbinoplastica – Un anno in una settimana

Introduzione

Tutto è cominciato nel settembre dell’anno scorso, precisamente il 7, quando mi sono presentato a una visita dall’Otorino. Non ho mai respirato bene dal naso, ma sono sempre stato convinto fosse una cosa normale (d’altronde, quando non si sperimenta mai la “normalità”, è difficile capire che manca qualcosa), anche per via del fatto che, anche se con qualche difficoltà, riuscivo a respirare.

La visita è durata, esagerando, 5 minuti: divaricatore, uno sguardo e il medico che dice “Ci credo che non respiri bene”.. Da qui alla diagnosi il passo è breve: deviazione del setto nasale con ipertrofia dei turbinati nasali inferiori.

Di preciso non capivo cosa potesse celarsi dietro a tutti quei termini medici che, come sempre, sono chiari a loro e molto meno ai pazienti che seguono, ma la spiegazione è semplice: Il mio naso, nella parte interna, è storto. È quindi necessario provvedere a un intervento di “raddrizzamento” che coinvolgerà solo la parte interna del naso, senza alcun segno visibile all’esterno.

Fino a qui tutto ok, ma mi riferiscono esserci un problema: siccome questo genere di interventi è incluso, grosso modo, nella categoria degli “Interventi Estetici” (essendo sì funzionali, ma non indispensabili), i tempi di attesa sarebbero stati molto lunghi, nell’ordine dell’anno. Fortunatamente ciò non mi turba più di tanto, perché avevo immaginato che l’attesa potesse protrarsi per più di qualche settimana, per cui mi sono messo in lista e ho aspettato pazientemente il mio turno.

La chiamata e le visite preliminari

Più passavano i mesi, più mi chiedevo quando sarebbe stato il mio turno, e quando mi avrebbero chiamato per svolgere le visite preliminari per capire se sarei stato “idoneo” per l’intervento.
Queste domande hanno avuto risposta alla fine di agosto, quando sono stato contattato dall’Ospedale S.Chiara di Trento per fissare le sopra citate visite preliminari, e per comunicarmi la data dell’operazione, fissata giovedì 12 settembre. Le visite prevedevano esami del sangue, elettrocardiogramma, oltre che due brevi colloqui con il medico e l’anestesista.
Con questi ultimi ho scambiato solo poche parole, giusto il tempo di dirmi come si svolge l’intervento, la durata del ricovero e della convalescenza, che già ero in macchina per tornare a casa.

L’intervento – Preliminari

Finalmente il 12 settembre arriva, e mi presento puntuale alle 7.20 in reparto per dare inizio ai due giorni che avrei passato in ospedale. Verso le 8 mi viene dato il letto, e io mi sistemo (non senza problemi..) attendendo la chiamata.

letto

Visto che, nelle previsioni, ero l’ultimo nella lista, mi sono messo tranquillo, arrivando anche ad appisolarmi per una mezz’oretta prima che l’infermiera venisse a chiamarmi per portarmi in sala operatoria.
Mi avvio abbastanza tranquillo: ho già passato interventi che richiedevano l’anestesia totale, quindi sapevo più o meno cosa mi stava attendendo, anche se pensare che mi sarei accorto di addormentarmi e dire “ecco, adesso mi operano” mi metteva un po’ d’ansia 😛
L’infermiere mi fa accomodare sul lettino, e dopo le domande di rito (nome, cognome, data di nascita, intervento da fare, oltre a dati più “medici” come peso, altezza, pressione, e valori delle analisi) vengo portato nella sala operatoria vera e propria. Poco tempo, giusto quello per scambiare due parole con i chirurghi, che vengo addormentato.

L’intervento – Il risveglio e il post-operazione

Il risveglio, da quanto mi ricordo, è stato piuttosto brusco: mi ricordo di essermi svegliato di colpo, con questi tamponi nel naso che mi davano un fastidio tremendo, con un sacco di freddo, la gola secca e con una gran fatica nel respirare. Inoltre, avevo attaccato al dito un macchinario che non so bene a cosa servisse, so solo che suonava continuamente, per fermarsi quando i valori scendevano sotto una certa soglia. Lí mi sono spaventato: per quanto respirassi (dopo le continue richieste dell’infermiere), quell’affare non suonava, e il fatto che fossi abbastanza intontito dall’anestesia non contribuiva certo a farmi stare meglio.

Fortunatamente, dopo poco la situazione è migliorata,  e mi hanno riportato in camera. Qui mi hanno proibito di bere per le successive 4 ore (“prima di bere bisogna che aspetti almeno 2 ore, se sono 3 o 4 è ancora meglio perchè altrimenti ti senti male tutta la sera”), cosa quasi impossibile perchè già avevo la gola secca, se poi si considera che ero obbligato a respirare con la bocca.. Comunque le 4 ore, tra dormite senza riposo e sete senza sollievo, passano, e finalmente posso bere qualcosa. A dirla tutta volevo anche alzarmi e andare a fare due passi, ma gli infermieri hanno bloccato sul nascere ogni mia iniziativa, dicendomi che se mi fossi solo alzato in piedi sarei crollato svenuto. Questo mi ha rassicurato al punto che tutte le mie idee di alzarmi sono immediatamente scomparse dalla testa, lasciando il posto a pensieri del tipo “se avessi saputo prima che fare l’intervento sarebbe stata una pena del genere, avrei evitato di farlo e mi sari tenuto il naso come era prima”.

Arriva la sera, e dopo un pomeriggio passato a dormire 10 minuti e a svegliarmi più stanco e rincoglionito di prima, ero convinto che sarei riuscito a dormire almeno una mezz’oretta di fila.. Così non è, e passo tutta la notte dormendo 5 minuti e stando sveglio 15, fino alle 6 di mattina, quando, dopo il classico giro di controllo della febbre e assunzione della terapia, mi addormento per un’oretta e mezzo, venendo però svegliato da un’altra infermiera che mi porta la colazione. Mi consolo pensando che, se non altro, è qualcosa da mangiare, per cui faccio colazione e torno a letto, aspettando che mio padre venisse a prendermi per riportarmi a casa.

Dopo un paio d’ore, le visite del chirurgo (che mi dice che l’intervento è stato più difficile del previsto e che invece di 2 tamponi ne ho 4), e una lettera di dimissioni sbagliata (che siamo riusciti a consegnare al legittimo proprietario), sono libero di tornare a casa, con la richiesta di tornare 3 giorni dopo, domenica mattina, per togliere i tamponi nel naso.

Le notti passate a casa sono state abbastanza tranquille: la prima praticamente in bianco (simile in tutto e per tutto a quella in ospedale), ma più passava il tempo più riprendevo i miei ritmi sonno/veglia consueti.
Mangiare si è rivelato più semplice del previsto, l’unico problema è che si perde quasi del tutto il senso del gusto (per dire, una sera ho mangiato pizza, e sentivo solo quanto fosse salata, indipendentemente da quel che c’era sopra).

I controlli

Dopo tante maledizioni e dopo tanta attesa, finalmente arriva domenica. Mi presento in ospedale all’orario previsto, aspetto 2 ore perché mi ricevano, faccio la visita e… Scopro che dovrò tenere i tamponi ancora per qualche ora, fino al giorno dopo, perché al medico di turno non sembrava il caso di rimuoverli perché altrimenti il naso sarebbe tornato a sanguinare, e non sarebbe l’ideale.
Dire che ci sono rimasto male è poco: avevo perso anche la speranza per il giorno dopo (“Se oggi non va bene, perché domani, dopo così poco tempo, dovrebbe andar bene?”), ma sono tornato a casa e ho aspettato fino al giorno successivo.

Lunedì arriva, e accompagnato dalla mia ragazza (Giulia, nella foto del mio profilo utente :P) torno in ospedale. Questa volta ho dovuto aspettare molto poco, infatti avevo l’appuntamento alle 9, e alle 9.10 ero già entrato nell’ambulatorio. Questa volta l’atmosfera è diversa: il chirurgo sembrava molto più propenso a togliermi tutto quello che avevo nel naso, e infatti è così: divaricatore, pinzette e, senza dolore ma con dei rumorini che facevano male sono a sentirli, vengono estratti non 1, non 2, ma ben 3 tamponi, portando il conto totale a ben 5 “corpi estranei” nel mio naso (che mi piacerebbe sapere come hanno fatto a starci, ma è un’altra storia.. ). La sensazione è bellissima: mi sembrava di non aver mai respirato prima, anche se dopo pochi secondo il naso inizia a richiudersi e torno a respirare con difficoltà (cosa del tutto normale). Rimanevano solo da togliere gli splint, delle lamelle in silicone che aiutano la guarigione, ma avrei dovuto aspettare altri 3 giorni. Intanto però potevo respirare col naso, ed era già di suo una grande conquista.

Alla fine arriva anche giovedì: alle 8 avevo l’appuntamento proprio con il chirurgo che mi ha operato, che ricordava la mia situazione (e soprattutto l’eccezionale complicazione della stessa). Il controllo è presto fatto: sdraiato sul lettino, un po’ di aspirazione, taglio dei punti (che tenevano ferme le lamine), e rimuoverle è stato molto più facile dei tamponi.

Ora devo solo utilizzare una pomata specifica, per qualche giorno fino al prossimo controllo, fissato per martedì, che il chiururgo ha preferito accordare per sicurezza, vista la mia situazione. Da oggi, dovrò stare a riposo almeno altri 15 giorni, poi valuterò, in base a come mi sento, la ripresa delle attività sportive.

Conclusioni

A parte le ore immediatamente successive all’intervento (fino alla mattina dopo), che mi hanno fatto perdere la testa (causa la noia, la sete, e il fastidio, più che il dolore in sè), è un intervento assolutamente consigliato.

Ci si rende conto dei miglioramenti solo dopo che si sono tolti i tamponi, e questi miglioramenti non sono immaginabili prima, quindi dico a chiunque abbia i miei problemi di fissare una visita al più presto, in modo da essere messi in lista il prima possibile, e quindi potersi operare con altrettanta velocità 🙂

Tra qualche giorno, quando andrò al terzo controllo, posterò il risultato di questa operazione, e in seguito le considerazioni a distanza di qualche tempo 😀

A presto,

Andrea Gottardi
@AndreaGot

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