Recensioni

Gli acquisti continuano.. – Adidas Top Ten

Gli acquisti non finiscono qui 😀 

Nei giorni scorsi ho ricevuto le Adidas Top Ten Hi di cui ho parlato pochi post fa, e devo dire che sono meglio di quanto mi sarei mai aspettato 🙂

Prima di tutto, il prezzo é molto competitivo: le scarpe di listino vengono 105,00€, ma in questi giorni c’è una promozione per cui la spedizione é gratis. Inoltre, per chi si iscrive alla news lettera, c’è un ulteriore sconto del 15% da usare entro 2 settimane dal l’iscrizione. Non me lo sono fatto e ripetere e l’ho utilizzato, portando il totale a meno di 90,00€. Se si conta che solitamente scarpe adatte a me si trovano solo in America, a prezzi di mercato (visto il cambio euro dollaro non favorevole), e con spese di spedizione di almeno 35-40$, si può immaginare quanto queste scarpe siano un affare.

La dotazione della scatola ricorda vagamente quella di calzature da collezionismo: la scatola in sé non aveva nulla di particolare, ma all’interno c’era una “cartolina” della dimensione della scatola (quindi nel mio caso particolarmente grande :D) che raffigurava una scarpa dell’epoca, corredata di una breve descrizione delle sue origini 🙂 So che non é nulla di che, ma é stata una cosa inaspettata che mi ha colpito 🙂 

   

Per quanto riguarda la vestibilità, si sente che la forma non é quella di una scarpa da basket convenzionale, nonostante sia alta: infatti intorno alla caviglia é piu imbottito e meno rigido delle scarpe che uso io per giocare, ma visto l’utilizzo molto casual che saranno chiamate a sostenere, non é un grosso problema 🙂 e poi le trovo bellissime quindi il problema non si pone proprio 🙂 

 

Ora le scarpe sono tranquille nella loro scatola, in quanto quelle che porto ora non hanno ancora alzato bandiera bianca.. Sí, in realtà ora non mi servono, ma quando riesco a trovare un paio di scarpe belle e della mia taglia, di marche molto famose, e perlopiù in Italia, ho sempre paura che qualcun altro le prenda prima di me 😀 quindi per ora se ne stanno buone nella scatola, ma non vedo l’ora di poterle indossare 🙂

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Homebrewing, ovvero la birra fatta in casa

A Natale scorso, visti i pareri entusiasti di amici e colleghi che vi ci sono giá cimentati, ho regalato a mio papá il kit per fare la birra in casa.

Il regalo si é rivelato a dir poco azzeccato: Infatti giá il 27 sera la prima dose di mosto era pronta per fermentare, cosa che nonostante varie vicissitudini é riuscita con successo, permettendo di produrre un discreto quantitativo di birra 🙂

Ma andiamo con ordine: Con una rapida ricerca online, circa a metà novembre, ho trovato svariati kit di fornitura e prezzo molto diversi. Siccome non sapevo se il regalo sarebbe stato apprezzato, e piu di tutto se sarebbe stato utilizzato, la mia scelta si é spostata su due kit di prezzo contenuto (entrambi sotto i 100 euro), ma con tutto il necessario per iniziare. Nello specifico, avevo addocchiato il kit Coopers, che era il più economico con un prezzo inferiore agli 80 euro, e il kit Mr Malt, che costava leggermente di piu (intorno ai 95 euro) ma nella versione di quello specifico venditore aveva anche compresa una confezione di malto di tipo Lager base, marca Coopers, per poter essere subito produttivi.

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#switchtolumia – Fine di un’esperienza

Nei prossimi giorni il corriere passerà a ritirare i device che ho ricevuto quasi una settimana fa: è stata un’esperienza originale, molto interessante, anche per il fatto di poter provare sul campo gli ultimi prodotti della tecnologia, che altrimenti non avrei mai avuto la possibilità di testare. L’unica cosa che mi dispiace è non poter tenere nulla di ciò che ho avuto l’occasione di ricevere, ma è abbastanza facile capire perchè, visto che, tra telefono e speaker, si parla di oltre 600 euro di valore.. 😀

Sicuramente terrò d’occhio tutte le proposte future di Nokia Italia, e nel caso capitasse un’altra volta di poter testare gli ultimi prodotti, io farò sicuramente parte dei candidati 😀

A presto,

Andrea Gottardi
@AndreaGot

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#switchtolumia – Valutazione Nokia Lumia 925

Non sono nuovo all’esperienza di testing del sistema operativo Windows Phone: ho avuto modo di provare, seppur per poco tempo, il Nokia Lumia 520 e il Nokia Lumia 820, ed essendo anche sviluppatore Windows Phone sapevo cosa mi sarebbe aspettato dal punto di vista del software.

Appena ricevuto il Nokia Lumia 925 sono rimasto sorpreso dalle dimensioni: mi piacciono i telefoni con uno schermo grande, e questo smartphone, con il suo schermo da 4,5 pollici, mi ha lasciato davvero un’ottima impressione.

Nella scatola, al momento dell’apertura, ho trovato, oltre allo smartphone: il caricabatterie, l’auricolare, le istruzioni e una specie di spilla, che serve per aprire il vano dove trova posto la MicroSIM, indispensabile per far funzionare tutti gli smartphone della serie Lumia. La MicroSIM è collocata nella parte superiore dello smartphone, a fianco della MicroUSB per la carica e del jack per l’auricolare, ed è stata posizionata qui perchè questo telefono non permette l’apertura della cover posteriore, precludendo quindi anche l’accesso alla batteria

Le differenze con il Nokia Lumia 520 sono evidenti, anche a causa della notevole differenza di prezzo tra i due modelli (che supera i 300 euro): Il 520 è fatto per attirare un pubblico “giovane”, e per questo fa leva su materiali un po’ meno “pregiati”, come la plastica, sfruttandola però in maniera intelligente grazie ai colori, che fanno diventare lo smartphone un oggetto “che si fa notare”, sottolineando la propria originalità.

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#switchtolumia – Valutazione JBL PlayUp

Il JBL PLayUp che ho ricevuto nell'ambito del progetto #switchtolumia

Il JBL PLayUp che ho ricevuto nell’ambito del progetto #switchtolumia

Conoscevo già JBL nel mondo dell’audio, e in passato ho avuto modo di verificare come i loro prodotti siano esempio di cura dei dettagli e fedeltà del suono, e anche in questo caso la prima impressione, a scatola appena aperta, è stata senza dubbio positiva.

Lo speaker è arrivato in una scatola che conteneva l’accessorio, in una “cuffietta” di neoprene per il trasporto, e qualche foglietto di istruzioni. Queste ultime non sono servite, tanto era la facilità di utilizzo: con un tasto si accende, e se lo smartphone che si vuole utilizzare possiede la tecnologia NFC (Near Field Communication), l’associazione tra i dispositivi si limita a un semplice tocco, e si è pronti per ascoltare. Nel caso non si disponesse di uno smartphone con tale tecnologia, l’abbinamento avviene in maniera ugualmente semplice, tramite connessione Bluetooth.

Il PlayUp è fatto di plastica, nel mio caso opaca di colore nero, che al tatto sembra molto solida e resistente. È alimentato a batteria, che con la sua durata dichiarata di 10 ore si presta bene ad un utilizzo intenso senza dover essere sempre vicino a una presa di corrente. È composto da 4 tasti: uno piccolo sul retro per l’accensione, vicino alla microUSB per la carica e al jack audio AUX, uno grande sul davanti per effettuare il collegamento allo smartphone (se non si usa NFC), e due pulsanti sopra, vicino agli amplificatori, per la regolazione del volume. La gomma sul fondo blocca perfettamente il prodotto su ogni superficie sulla quale lo si appoggia.

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