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Xiaomi mi band – Si è già rotto.. – Impressioni

scatola 2

 

Nemmeno una settimana di tempo, e già il mio nuovo Xiaomi Mi Band ha iniziato a perdere colpi..

Sarà stata la polvere della Color Run, sarà stata l’acqua della doccia (nonostante le dichiarazioni affermino che è resistente ad entrambi), fatto sta che ora la batteria, da 41 mAh, impiega 3 o 4 ore per caricarsi, e meno di una giornata a scaricarsi (nonostante, anche qui, una durata dichiarata che si attesta intorno al mese di utilizzo)..

Non so che dire, non so se sono stato sfortunato io oppure ho stressato il braccialetto anche troppo..

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Xiaomi Mi band – é arrivato!

braccialetto

 

E finalmente, dopo quasi un mese di attesa del pacco da parte del sito DealExtreme EU Direct (sito europeo di DealExtreme con tempi di consegna, ho scoperto, non molto più brevi della controparte cinese) é arrivato il Mi band!

Il prodotto costa, al netto della spedizione, circa 15 euro. Eventuali accessori (braccialetti aggiuntivi su tutti) costano meno di 5 euro, per cui rendono questo gadget un ottimo accessorio entry level per chi, come me, vuole provare i pro e i contro dei dispositivi wearable senza dover spendere una fortuna. Ovviamente ci sono delle cose da considerare, in primis la ridotta connettività che questo dispositivo presenta, al contrario di concorrenti più blasonati e costosi, ma se non interessa condividere con il mondo le proprie prestazioni, ma interessa verificare di persona il funzionamento del contatore dei passi e del tracker del sonno, allora sono difetti facilmente sopportabili, soprattutto visto il costo.

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#switchtolumia – Valutazione JBL PlayUp

Il JBL PLayUp che ho ricevuto nell'ambito del progetto #switchtolumia

Il JBL PLayUp che ho ricevuto nell’ambito del progetto #switchtolumia

Conoscevo già JBL nel mondo dell’audio, e in passato ho avuto modo di verificare come i loro prodotti siano esempio di cura dei dettagli e fedeltà del suono, e anche in questo caso la prima impressione, a scatola appena aperta, è stata senza dubbio positiva.

Lo speaker è arrivato in una scatola che conteneva l’accessorio, in una “cuffietta” di neoprene per il trasporto, e qualche foglietto di istruzioni. Queste ultime non sono servite, tanto era la facilità di utilizzo: con un tasto si accende, e se lo smartphone che si vuole utilizzare possiede la tecnologia NFC (Near Field Communication), l’associazione tra i dispositivi si limita a un semplice tocco, e si è pronti per ascoltare. Nel caso non si disponesse di uno smartphone con tale tecnologia, l’abbinamento avviene in maniera ugualmente semplice, tramite connessione Bluetooth.

Il PlayUp è fatto di plastica, nel mio caso opaca di colore nero, che al tatto sembra molto solida e resistente. È alimentato a batteria, che con la sua durata dichiarata di 10 ore si presta bene ad un utilizzo intenso senza dover essere sempre vicino a una presa di corrente. È composto da 4 tasti: uno piccolo sul retro per l’accensione, vicino alla microUSB per la carica e al jack audio AUX, uno grande sul davanti per effettuare il collegamento allo smartphone (se non si usa NFC), e due pulsanti sopra, vicino agli amplificatori, per la regolazione del volume. La gomma sul fondo blocca perfettamente il prodotto su ogni superficie sulla quale lo si appoggia.

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